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lunedì 25 aprile 2016

NYC- Itinerario 4-Brooklyn Bridge, Dumbo & Sex and the City

Mattina. Sveglia presto ma non prestissimo. Cielo cinereo... Giornata ideale per attraversale il Brooklyn Bridge a piedi. Assolutamente da evitare farlo a mezzogiorno col sole o in giornate troppo afose... Tenete conto che e' lungo quasi 2 km e non ci sono aree ristoro, ne' bagni percio' la "traversata" va fatta tutta in un botto. Noi abbiamo preso la metro e siamo prima stati a vedere la zona di Fulton Street. Un tempo qui si poteva visitare anche il Pier 17, al momento invece la zona e' in fase di rinnovo e chiusa al pubblico (almeno fino al 2017, anno in cui e' prevista la riapertura del molo con annesso centro crommerciale!) pero' un giretto lungo Fulton Street va fatto, magari infilando proprio qui la vostra colazione. Potete per esempio partire proprio dalla metro Fulton St. e visitare il Fulton Center, di recentissima costruzione (aperto nel 2014) per poi percorrere tutta Fulton Street in direzione Est. 





La parte finale della via, quella che sbuca sull'East River, e' a mio avviso la piu' carina! Pedonale, colorata, piena di negozi e localini. C'e' il negozio Abercrombie & Fitch con i suoi abiti shabby chic a prezzi abbordabili e il suo indimenticabile profumo per ambienti; c'e' la gelateria dell'Hagen Dazs con le sue prelibatezze stracolme di caramello e noccioline; c'e' un negozietto meraviglioso, che si chiama Lee Lee's Forest, che vende abbigliamento e accessori deliziosi, il tutto prediligendo i materiali "organic" e con sottofondo musicale 60's; inoltre, dall'ultimo lunedi' di maggio fino a novembre, tutti i giorni dalle 11am alle 8 pm si tiene qui il Seaport Smorgasburg, una manifestazione che si svolge in diversi punti della citta', che vede radunarsi diversi camioncini dedicati allo Street Food, con la possibilita' di mangiare per esempio i famosi Ramen Burger!




La meta della mattinata comunque era la traversata del ponte piu' fotografato del mondo percio', armati di fotocamera, siamo partiti con direzione Brooklyn!
La traversata del ponte è abbastanza veloce e, senza sole, e' stata piacevole e ci ha permesso di fare foto bellissime!


Attraversato il Brooklyn Bridge dirigetevi sotto al ponte, in prossimita' del Jane's Carousel, e godetevi il panorama mozzafiato. Manhattan si dispiega in faccia a Brooklyn in tutto il suo splendore, con i 2 ponti (Il Brooklyn Bridge e il Manhattan Bridge) che ne fanno da cornice...uno spettacolo! 


Da qui il consiglio e' di perdersi nel Dumbo, il quartiere Down Under Manhattan Bridge Overpass, uno dei miei preferiti della Big Apple! Un tempo questa era una zona industriale, popolata solo da fabbriche e magazzini; negli anni 90 pero', dato il forte aumento dei prezzi degli affitti a Manhattan, tanti giovani, tra cui molti artisti, cominciarono a popolare questa zona trasformando le fabbriche in loft o gallerie d'arte o locali. Questo rende il DUMBO, a mio avviso, architettonicamente meraviglioso, con questi edifici in mattoncini rossi, e questi fondi commerciali giganteschi. L'atmosfera è cool, la gente e' ben vestita, domina anche qui il biologico e pullulano i ristoranti vegan. E' di certo uno dei quartieri più alla moda di tutta New York!



Dopo un bel giro tra le vie di questo quartiere e dopo aver fatto la foto di rito (quella da Washington street con in sfondo il Manhattan bridge tra le case e l'Empire State Building in lontananza  che rimane racchiuso esattamente tra i piloni del ponte... la facciamo tutti... e' un must!) se vi va potete andare fino al 108 di Wyckoff Street, nel quartiere Boerum Hill, zona residenziale molto tranquilla e  pacifica, per vedere la Mosaic House. La facciata della casa in questione e' completamente ricoperta da materiali di ogni tipo, vetri, frammenti di piastrelle, farfalle, giocattoli. il tutto a formare un mosaico davvero di effetto. La realizzatrice dell'opera, Susan Gardner, ha iniziato a realizzare la sua opera esterna dopo il tristemente noto 11 Settembre, data in cui e' cresciuta in lei la voglia di comunicare al mondo esterno quello che sentiva, le emozioni che provava. Tanti considerano la sua opera pacchiana e un pugno nell'occhio; io personalmente ne sono rimasta affascinata e mi han soprattutto colpito le parole scritte:
"Siamo tutti Trayvon Martin,
siamo tutti la madre di Trayvon,
siamo tutti il padre di Trayvon.
Quel che viene fatto ad uno di noi  viene fatto a tutti.
L'omicidio di un ragazzo di colore è uguale nel suo orrore all'omicidio di un ragazzo bianco.
Noi non avremo giustizia.
Noi non avremo pace.
Noi rimarremo un paese che ha perso la sua anima"
La lettera si riferiva all'omicidio di Trayvon Martin, un ragazzo di 17 anni nero, il cui omicidio, avvenuto nel 2012 in Florida per mano di un suo vicino che stava facendo la ronda di quartiere, e' rimasto impunito. Mi ha molto colpito il fatto che una persona esponga la propria opinione alla comunita' mostrandola direttamente in strada, senza vergogna o esitazioni, e ho trovato questa cosa molto "americana". Il senso della comunita', del quartiere. Le voci che vogliono dire la propria all'interno di una societa' indifferente. L'impegno della gente a cercare di rendere il mondo un posto migliore... Io ho avvertito in queste parole scritte con un pennarello su un foglio sgualcito, tutto questo... e colpisce proprio il fatto che avvenga in una citta' in cui il consumismo e il denaro sembrano essere la priorità... percio' grande rispetto a Susan Gardner e alla sua voce che, anche se rimmarra' solo una scritta a Brooklyn, fa riflettere chiunque la legga.





Muovendoci sempre a piedi siamo arrivati fino al Barclay Center, immancabile meta per chi e' appassionato di basket o di hokey e luogo di diversi importanti concerti. La struttura e' operativa dal 2012 ed e' davvero suggestiva anche per chi, come me, non segue alcuno sport.... in compenso Fra era nel suo e ha perso un'ora nel negozio dei Brooklyn Nets che si trova al suo interno.


Da li' abbiamo preso la metro (fermata Atlantic Avenue) e, con la linea rossa (la 1 o la 2) abbiamo fatto ritorno a Manhattan. Siamo scesi a Christopher Street, nel Greenwich Village.
Anche il Village ha uno stile tutto suo. E' elegante, raffinato, affascinante, trandy. Nonostante la sua posizione centralissima qui il ritmo e' molto piu' lento rispetto alla Fifth Avenue. Sembra quasi un paese all'interno della citta'. Botteghe, negozi di lusso, bar, ristoranti... una zona davvero imperdibile... non a caso proprio qui è situata la casa di Carrie Bradshow, la protagonista di Sex and the City con le Manolo Blahnik ai piedi.
Per una come me, che ha seguito appassionatamente le vicende di Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte, poter vedere dal vivo quel portoncino, quel viale alberato, quella finestra... e' stato un flash! Mi aspettavo sbucasse Mr Big da una limousine da un momento all'altro. Se volete vedere quella casa (solo ovviamente dall'esterno) dovete recarVi all'indirizzo 66 di Perry Street; Vi sembrera' di essere in un set televisivo!


Li' vicino, al 90 di Bedford St, potrete trovare anche la casa di Friends! Ammetto che me la immaginavo molto piu' grande, comunque e' facilmente identificabile. Alla base, sul livello della strada, troverete all'angolo un ristorantino dagli infissi rossi, anch'esso utilizzato in un film (per la precisione nel finale di Sapori e Dissapori con Catherine Zeta-Jones e Aaron Eckhart).



Si e' fatta cosi' ora di cena. Attratti da un fascio di lucine che ne ornava l'ingresso, siamo entrati nel ristorante italiano "Aria" al 117 di Perry Street. 



Come immaginabile il conto e' stato piuttosto salato (rispetto agli standard italiani) ma il cibo era decisamente di buona qualita' e il locale, davvero molto bello, era gremito di gente. Abbiamo preferito non ordinare il dolce ma, dopo cena, andare a prenderci 2 cupcakes dal famossissimo Magnolia's Bakery li' vicino (tappa fissa quando siamo a New York!).
La pasticceria e' aperta fino alle 23:30 e si trova al 401 di Bleecker St all'angolo con West 11th St.
Compare in milioni di film e telefilm (tra cui, e qui mi ripeto, Sex and The city) e ad oggi ha aperto sedi in tutto il mondo. I suoi Cupcakes sono idilliaci (specialmente il Red Velvet Cupcake, il nostro preferito) e anche il locale, con il suo arredamento in stile vintage e il merchandise accattivante, e' fantastico e richiama quantita' di persone, turisti e locals, tutti in ordinata fila per prendersi uno di quei soffici dolcetti. Per gustarVi i Vs cupcakes in santa pace potete usufruire del parchetto di fronte, pieno di panchine e tavolini...





domenica 28 febbraio 2016

NEW YORK CITY - ITINERARIO 1 - primo giorno nella Big Apple

Quello che riportero' di seguito e' un itinerario che suggerisco come primo approccio alla citta'. Certamente le cose da fare sono molte e tanto dipende anche dal tempo di permanenza e dagli interessi personali, comunque, il giro che abbiamo fatto noi il primo giorno  nella grande mela, mi sento di poterlo consigliare!

La sveglia ovviamente sara' molto presto, sia per l'adrenalina a mille sia per il jet leg, percio' perche' non sfruttare al meglio la giornata!?!

Per prima cosa dirigetevi verso la metro piu' vicina e fate la praticissima Metrocard! Noi abbiamo fatto quella di una settimana al costo di 31$. Sono tra i soldi assolutamente meglio spesi! Fate conto che la cifra pagata viene ammortizzata praticamente se nell'arco della settimana farete almeno 13 corse ma generalmente se ne fanno moltissime di piu'! La metro a New York e' comodissima! Super efficiente e sicura, di giorno e di notte ...e praticamente arriva quasi ovunque... e' davvero fondamentale per visitare la citta' e spostarsi velocemente da una zona all'altra, percio' munitevi di tesserina e via... destinazione Columbus Circle! Potete fare colazione al Time Warner Center, un grosso centro commerciale che si affaccia proprio su Columbus Circle. 





Essendo molto presto probabilmente troverete tutto chiuso tranne, fortunatamente, il bar e l'area ristoro al piano sotterraneo. Noi abbiamo scelto questo posto per motivi  logistici. La prima volta a NYC noi alloggiavamo all'Hudson Hotel  che si trova proprio qua vicino, comunque, i posti in cui potrete fare colazione sono infiniti percio' via la caccia al bar che Vi ispira di piu'... 
Noi abbiamo preso caffe' e muffin e abbiamo deciso di fare colazione proprio sulle panchine di Columbus Circle!
La piazza in se' e' davvero iconica! Compare in diversi film (Il diavolo veste Prada, Mamma ho riperso l'aereo, Come d'incanto, Io sono leggenda, etc...) e gia' solo il poter stare li' seduti a mangiucchiarei nostri muffin guardando la citta' che si sveglia, con la complicita' di un timido sole e della brezza mattutina, ci ha riempito di energia!




Dopo questa rilassante colazione ci siamo messi in moto e abbiamo percorso la West 59th Street costeggiando il lato corto di Central Park. Cosi' facendo si passa davanti al Plaza Hotel! Quando siamo stati a NY x la prima volta era tutto impacchettato per lavori... stavano risistemando la facciata! Ora pero' i lavori sono terminati e il Plaza svetta in tutto il suo splendore!!! 


Proprio di fronte al Plaza si trova il famosissimo cubo di vetro della Apple, uno degli Apple Store piu' visitati al mondo! Un tempo, quando il cambio ci era favorevole, si potevano fare veri affari qui! Adesso con euro/dollaro quasi alla pari non e' piu' cosi' comunque vale la pena farci un giretto lo stesso...


Dall'altra parte della strada, proprio all'inizio della Fifth Avenue, si trova il famosissimo negozio di extralusso Begdorf Goodman, un'istituzione a NYC! A questo negozio e' persino stato dedicato un documentario intitolato "Fashion sulla 5th Strada"! ...certo non e' un posto adatto a tutte le tasche ma un giretto, se siete amanti della moda di alto livello, ce lo dovete fare assolutamente!


Noi poi all'epoca avevamo fatto anche un giro da Fao Schwarz, l'immenso negozio di giocattoli dove si trovava il piano che veniva suonato da Tom Hanks in Big, ma non voglio infierire pubblicandone foto, dal momento che lo store ad oggi e' chiuso :-( 

Da li' abbiamo fatto un mezzo giro da Bloomingsdale, altro famoso centro commerciale al civico 1000 sulla 3rd Avenue. Li' consiglio di andare a dare un'occhiata al piano delle scarpe in saldo... Si fanno davvero degli affari!




Dopo aver dilapidato le finanze, dovendomi trattenere perche' e' solo il primo giorno, siamo ritornati sulla fifth Ave. Percorrendo questa celebre via siamo passati davanti a Tiffany & Co., alla Trump Tower,al fantastico negozio di Henri Bendel, alla St. Patrick's Cathedral fino ad arrivare a Rockefeller Center. Se andrete in estate nell'area davanti alla statua dorata di Prometeo, troverete un bar all'aperto mentre se andrete in pieno inverno viene allestita la pista di pattinaggio piu' famosa al mondo. In entrambe i casi Vi bastera' alzare lo sguardo per restare senza fiato. Il rockefeller Center visto da li' sembra toccare il cielo, la testa vi girera' e Vi sentirete infinitamente piccoli!








Li' vi consiglio un giretto dal Lego Store (un'istituzione!) e, specialmente in estate, di provare il gelato di Ben & Jerry's, all'interno del Rockefeller Center, al piano inferiore; c'e' anche un'area ristoro libera,con free wi-fi, attrezzata con tavolini e sedie, dove potrete riposare le gambe 10 minuti gustandovi questa delizia... date un occhio ai gusti per farvene un'idea...




Dopo questa pausa ristoratrice ci rimettiamo in marcia. La nostra destinazione e' il Moma, il museo di Arte Moderna, all' 11 West 53 St. Abbiamo deciso di andarci il primo giorno perche' e' venerdi' e in questo giorno l'ingresso e' gratuito. Appena arrivati ci siamo subito imbattuti in una coda allucinante, faceva praticamente il giro di tutti e 3 i lati dell'edificio ma non scoraggiatevi! La fila scorre veramente veloce e in una mezz'oretta eravamo gia' dentro! Contate poi che per visitare il Moma, se siete degli utenti "medi" interessati all'arte ma non particolarmente esperti, noi abbiamo impiegato un paio d'ore abbondanti. Al Moma, oltre a diverse esposizioni temporanee, troverete tutti... da Picasso a Rembrant, da Monet a Van Gogh, da Basquiat a Andy Warhol... dalla pittura alla scultura, dal design alla fotografia... ce n'e' davvero per tutti i gusti!









Ammetto che dopo una giornata cosi' le mie gambe (assolutamente non allenate) cominciavano ad abbandonarmi e cosi', dopo la visita al Moma, con la metro ce ne siamo tornati in albergo... e alla sera cena thai e giretto in zona albergo (passando davanti al leggendario Studio54!)...una cosa veloce comunque, ma purtroppo di piu' non riuscivamo a fare! Verso le 10:30 eravamo di rientro in albergo distrutti. Come primo giorno comunque niente male direi e domani si riparte! 


domenica 15 novembre 2015

INTERVISTA A JIM RENNERT - #DOYOUTHINKBIG

...Finalmente un post di cui vado orgogliosissima!!! Ho avuto l'onore di poter intervistare l'immenso Jim Rennert, scultore di successo e persona davvero straordinaria. Ho avuto modo di scoprire la sua arte perche' 2 anni fa, al centro di Union Square, spiccava in mezzo alla piazza la sua statua in bronzo "Think Big"... una meraviglia che non poteva che lasciare a bocca aperta...


Da li' e' nato il mio interesse verso quest'uomo, che vive a Salt Lake City, e che si e' mostrato subito molto disponibile a rispondere ad ogni mia domanda... Lui e' la dimostrazione vivente che non e' mai troppo tardi per trovare la propria strada, e la sua determinazione ed il suo ottimismo possono solo che essere un grande insegnamento per tutti...
Sul suo sito http://www.jimrennert.com potete trovare maggiori informazioni sulla sua vita e sulle sue fantastiche sculture...
Per chi si trovasse a passeggiare per le strade di New York City, la statua Think Big ora e' stata spostata sulla East 34th Street, al civico 222 davanti al palazzo "The Anthem".
E ora... via con l'intervista (in fondo riportata anche in lingua originale, per chi vuole leggere direttamente le parole dell'artista):


1. Quando e come hai capito che saresti diventato un artista?

Sono sempre stato interessato all'arte. Da bambino amavo disegnare e ciò è rimasto in me anche quando sono diventato adulto. Anche se mi piaceva disegnare, non ero molto bravo a farlo. Avevo 15 anni quando ho frequentato l'unica classe di arte che c'era nella scuola ma ricevetti un giudizio molto mediocre. Non mi sentivo abbastanza bravo da poter diventare un artista.
Quando avevo 34 anni sono andato al negozio d'arte per comprare un po' di carta. Accanto alla carta c'era dell' argilla e ho pensato che forse avrei potuto cercare di scolpire un busto di mio figlio maggiore. Tornai a casa e rimasi sorpreso di riuscire a fare con l'argilla quello che non riuscivo a fare con la matita. Tornai al negozio il giorno dopo,comprai dell'altra argilla e feci un busto del mio secondo figlio piu' grande. Ero davvero sorpreso di essere in grado di manipolare l'argilla e farne cio' che volevo.
Ma, finche' non ho iniziato i miei lavori in bronzo e non ho avuto una mia galleria non mi sentivo di potermi definire un artista. Anche allora, ci sono voluti probabilmente 4 o 5 anni prima che io mi sentissi a mio agio dicendo che ero un artista.


2. Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

Inizialmente, sono stati i miei figli e la famiglia. Volevo creare delle opere e immortalarli nelle loro varie attività. Ma dopo circa 10 - 12 anni di lavoro, ho iniziato a riflettere sulla mia carriera come uomo d'affari. Ho iniziato a creare opere che catturassero concetti legati a questa esperienza. Piu' continuavo a crescere come artista, piu' i concetti si riferivano alle nostre esperienze di vita.

3. Come è nata l'idea di Think Big?

Ho creato “Think Big” dopo il mio primo viaggio a New York. Ero così ispirato dalla City che ho voluto creare un lavoro che riflettesse le sue enormi dimensioni. Per farlo prima ho scolpito delle figure molto piccole con grosse lastre di acciaio dietro che rappresentatavano di edifici. Per Think Big poi, ho messo una piccola statuetta su un grande piatto in acciaio. Da li' alla fine e' nata l'idea che mi sarebbe piaciuto avere una grande statua di Think Big proprio a New York. Con l'aiuto del mio gallerista ed il suo staff, siamo stati in grado di realizzare questo progetto.

4. Qual è stato il momento più difficile della tua carriera?

Dal momento che il bronzo e' molto costoso, decisi di impararne il processo, acquistare le attrezzature e fare la fusione direttamente a casa mia. E 'stato molto rischioso perche' io vivevo in un quartiere e questa lavorazione è molto rumorosa e pericolosa. Se uno dei miei vicini si fosse lamentato, non avrei piu' potuto lavorare.


5. La soddisfazione più grande?

Nella vita sono mia moglie ed i miei figli. Nel lavoro, è avere la fortuna di poter creare e fare arte tutti i giorni.

6. Quali sono i posti preferiti per trovare pace e serenità?

Il mio studio, i viaggi lunghi, la spiaggia e il lago Powell.

7. I tuoi studi?

Ho frequentato il college e preso lezioni di economia. Sono sempre stato scoraggiato dal diventare un artista. Penso che questo sia stato un errore. Non ero un bravo studente e credo che fosse perché ero nel ramo sbagliato. Avrei dovuto essere maggiormente incoraggiato ad esprimere le mie idee attraverso l'arte. Anche se non ho frequentato una scuola d'arte, ho studiato arte. Mi sono sempre interessato all'arte con svariati mezzi ed idee, proprio come gli altri che hanno frequentato le scuole d'arte.


8. Cosa pensi di New York?


E' la più grande città del mondo. Mi piace visitarla e sono sempre ispirato dalle sue dimensioni, dalla popolazione e dalla sua energia.

9. Qual è il tuo posto preferito nella Big Apple?

Ce ne sono così tanti... io comunque amo visitare i musei; il Met e la Frick mi piacciono molto.

10. Quando sei triste, dove vai per trovare sostegno e tirarti su il morale?

Non sono triste molto spesso perche' io sono una persona molto ottimista. Quando pero' mi capita, penso a mia moglie, ai miei figli e nipoti che realmente mi danno un grande aiuto a superare qualsiasi cosa io voglia.

11. Quali sono le tue 3 canzoni preferite?

Pachel Bel Canon in D
Israel Kamakawiwo'ole "It's a wonderful World"
"A Poor Wayfarying Man of Grief" a chuch hymn about serving others

12. Cosa mi dici sui tuoi amici e la tua famiglia?

Mia moglie ed io abbiamo 6 bambini e 5 nipoti. Li amo tutti e sono molto grato che facciano parte della mia vita. Sono sorpreso che la mia capacità di amare cresca man mano che io invecchio. Ho alcuni grandi amici e sono grato siano parte della mia vita. Alcuni mi hanno aiutato a creare arte, alcuni mi tengono in forma ... e altri sono meravigliosi anche solo per parlare. Trovo che l'opportunità di vivere questa vita insieme ad altri sia una grande avventura. Riesco a trovare il buono in quasi tutti quelli che incontro e queste relazioni mi fanno umanamente crescere.

13. Come è il tuo rapporto con la tecnologia?

Amo la tecnologia. Penso che il mondo sia diventato più piccolo con ogni progresso; possiamo accedere alle informazioni e comprenderle con piu' facilita' e chiunque ha maggiori opportunità di diventare e fare quello che vuole, di realizzare e vivere i propri sogni.

14. E cosa ne pensi dei social network?

Mi piacciono Facebook e Instagram. Mi piace la fotografia e la possibilità di condividere e vedere il mondo attraverso gli occhi degli è divertente. E 'un modo per tenersi in contatto con amici e familiari.

15. Sei ottimista o pessimista?

Sono decisamente ottimista. Credo che la maggior parte dei problemi possano essere risolti. Mi sento di essere stato fortunato in tutta la mia vita e, nonostante le sfide e problemi che dobbiamo affrontare e combattere, penso che da ogni evento possa nascere qualcosa di buono e sono sempre curioso di sapere cosa accadra' dopo.

16. Che tipo di padre sei?

Bisognerebbe chiederlo ai miei figli, in ogni modo, a me piace essere padre. Mi piace avere un rapporto con ciascuno di loro. Anche se le loro scelte possono essere differenti dalle mie, credo che il mio compito di padre sia quello di aiutare ciascuno di loro a essere la persona migliore possibile.
Ho imparato molto da ciascuno dei miei figli e loro rendono la mia vita piena.

17. Come eri da bambino?

Sono sempre stato felice. Mi è sempre piaciuto molto mangiare, giocare e dormire. Consumavo gli tutti gli abiti molto rapidamente. Un paio di scarpe nuove mi duravano solo circa un mese dopodiche' ne avevo bisogno di un paio nuovo, perché avevano gia' dei buchi. Non mi piacevano i bulli e, se avessi potuto, avrei dovuto alzarmi e combatterli.

18. Hai animali?

Ho due cani di grossa taglia, 2 Labrador, uno chiaro e uno marrone. I loro nomi sono Sunny e Hershey. Ho anche due gatti, Bell e Zander.

19. Pensi che gli esseri umani siano liberi o prigionieri? (Rat Race e altre tue opere hanno fatto scaturire questa domanda)

Credo che gli esseri umani siano liberi, ma, a volte, lasciamo che cose poco importanti ci intrappolino.

20. Credi in Dio?

Assolutamente. Ho sentito il suo amore e la sua guida nella mia vita, anche se sta diventando sempre meno popolare... non posso negarlo.

21. Ci sono artisti che hanno ispirato la tua arte?

Ce ne sono molti; alcuni sono amici e altri sono molto conosciuti nella storia:

https://en.wikipedia.org/wiki/Gustav_Vigeland
http://www.gilespenny.co.uk/
http://moseholm.dk/en/vaerker/

22. Qual è la tua più grande particolarità?


Trovo qualcosa di umoristico anche in situazioni difficili.

23.Ti interessi di politica?

Sì e No. Penso che la politica sia ormai uno spettacolo che serve solo a chi che ne e' direttamente coinvolto, e conta sempre meno per le persone. Penso che tutti dovrebbero godere della libertà.

24. Che cosa pensi dell'Italia?

Non ho mai visitato l'Italia, ma mi piace il suo cibo; mi piace la sua passione e mi piacciono anche le persone italiane che ho incontrato. Si tratta di un luogo che un giorno visitero' sicuramente.

25. Quando ti guardi allo specchio, cosa vedi?

Vedo un ragazzo che è più vecchio di quanto la sua mente pensi.

Jim Rennert

Ringrazio infinitamente Jim per la Sua immensa gentilezza e disponibilita'... e' una persona meravigliosa e non e' certo un caso che abbia avuto cosi' tanto successo. Ha un talento sconfinato e un cuore enorme.
Di seguito riporto le foto della sua scultura newyorkese "Think Big" e di alcune sue nuove opere (altrettanto d'impatto).
Questo e' quello che si ottiene a "pensare in grande"...


Think Big in fase di lavorazione



Think Big

WTF




Motherlode

Point of view

Opportunity


Ed di seguito ecco l'intervista in lingua originale:

1. When and how did you realized that you became an artist?
I was always interested in art. As a child I loved to draw and that stayed with me as I became an adult. While I loved to draw, I was not very good. I was 15 years old when I took the only Art class I ever had in school and received a very average grade. I didn't feel I was good enough to ever be an artist.
When I was 34 I went to the art store to buy some paper. Next to the paper there was some clay and I thought maybe I would try to sculpt a bust of my oldest child. I went home and was surprised I could make the clay do what I could not make the pencil do. I went back the next day and bought some more and did a bust of my second oldest. I was so surprised that I was able to move the clay around and have it be what I wanted it to be.
But, it wasn't until I started casting my work in bronze and got gallery representation until I felt like I could introduce my self as an artist. Even then, it took probably 4 to 5 years before I felt comfortable saying I am an artist.
2. What are your main sources of inspiration?
Initially, it was my children and family. I would create work that resembled them in their various activities. But about 10 - 12 years into my career, I started reflecting on my career as a businessman. I started to create work that captured concepts that related to that experience. As I have continued to grow as an artist, the concepts have become more about our experiences in life.
3. How did the idea for Think Big born?
I created Think Big after my first trip to NYC. I was so inspired by the City that I wanted to create some work that reflected its enormous size. In order to do that I sculpted very small figures which large back drops of steel plates which were representative of buildings. For Think Big, I placed a small figure on a large plate of steel. The idea was born that eventually I would like to have a large Think Big figure in NYC. With the help of my Art Dealer and his staff, we were able to make that happen.
4. What was the most difficult moment in your career?
Because it is so expensive to cast in bronze, I decided to learn the process, purchase the equipment and do the casting my self at my home. It was very risky as I lived in a neighborhood and the work is very noisy and dangerous. If one of my neighbors complained, I would not be able to work.
5. And the the greatest satisfaction?
In life is my wife and kids. In work, it is being lucky that I can create and make art everyday.
6. What is your favorite place to find peace and serenity?
In my studio, on a long road trip, the beach and Lake Powell.
7. What about your study?
I attended college and took classes in business. I was always discouraged from becoming an artist. I think this was a mistake. I was not a good student and I think it was because I was in the wrong area. I should have been encouraged to express ideas through art. While I missed out on Art School, I have studied Art. I am always interested how I respond as well as others to various mediums and ideas.
8. What do you think about New York City?
It is the greatest City in the world. I love visiting and am always inspired by the size, the people and the activity there.
9. What is your favourite place in the Big Apple?
There are so many, but I do love visiting the museums, The Met and the Frick are two I really love.
10. When you are sad, where you can find support to cheer you up?
I don't get sad very often as I am a very optimistic person. But when I do, I think my wife, my children and grand children really give me a lift and make everything worth while.
11. Which are your 3 favourite songs and why?
Pachel Bel Canon in D
https://www.youtube.com/watch?v=hOA-2hl1Vbc
Israel Kamakawiwo'ole , "Its a Wonderful World"
https://www.youtube.com/watch?v=Z26BvHOD_sg
"A Poor Wayfarying Man of Grief" a chuch hymn about serving others.
http://slcblues.blogspot.com/2008/02/poor-wayfaring-man-of-grief-david.html
12. What about your friends and your family.
My wife and I have 6 children and 5 grand children. I love them all and am so grateful they are a part of my life. I am surprised that my capacity to love only grows as I get older. I have some great friends and am grateful they are a part of my life. Some have helped me to create art, some keep me in shape...and others are wonderful to just talk with. I find the opportunity to experience this life together with others is a great adventure. I find good in most everyone I meet and grow personally from my relationships.
13. How is your relation with technologies?
I love technology. I think the world becomes smaller with every advancement, I think we have more access and understanding and the opportunities are so much more available to everyone to become and do what they want, to find and live their dreams.
14. And what do you think about social network?
I enjoy Facebook and instagram. I like photography and the opportunity to share and see the world through others eyes is fun. It is a way to keep in touch with friends and family.
15. Are you optimistic or pessimistic?
I am definitely optimistic. I believe most problems can be solved. I have felt lucky my whole life and in spite of the challenges and issues that we have to face and deal with, I seem to believe in the good that comes out of it and look forward to what is next.
16. What kind of father are you?
You would have to ask my children that, but I love being a father. I enjoy having a relationship with each of them. While they may not choose like I would, I believe my roll as a father is to help each of my children be the best them that they can be.
I learn a great deal from each of them and they make my life full.
17. How were you, when you was a child?
I was always happy. I loved to eat and play and sleep. I wore out everything out very quickly. New shoes would only last about a month before I needed a new pair because I had worn holes in them. I didn't like bullies and would stand up and fight them if I had too.
18. Do you have animals?
I do, two big dogs , a yellow and brown Labradors. Their names are Sunny and Hershey. I also have two cats, Bell and Zander.
19. Do you think that humans are free or prisoners? (Rat Race and other your works has generated this question in me)
I think humans are free, but sometimes we allow ourselves to become trapped in unimportant pursuits.
20. Do you believe in God?
I definitely do. I have felt his love and direction in my own life. While it is becoming less popular, I cannot deny this.
21. Is there an artist that inspired your art?
There are many, some are friends and others that are well know in history.
https://en.wikipedia.org/wiki/Gustav_Vigeland
http://www.gilespenny.co.uk/
http://moseholm.dk/en/vaerker/
22. What is your greatest oddity?
I find humor in difficult situations.
23. Are you interested about politics?
Yes and No. I think politics is more of a self serving show to those involved and has become less about the people. I do believe everyone should enjoy freedom.
24. What do you think about Italy?
I have never visited Italy, but I love the food, I love the passion and I love the people I have met from Italy. It is a play I should visit for sure.
25. When you look in the mirror, what do you see?
I see a boy who is now older than my mind tells me I am.